31 marzo 2026, Si è concluso con il terzo e ultimo incontro il ciclo di visite “Un pozzo di scienze” presso la sede di Marina di Ravenna del Tecnopolo di Ravenna – Centro di Ricerca Ambiente, Energia e Mare (CRAEM), un’iniziativa rivolta alle classi del biennio e triennio delle scuole superiori.
Il percorso ha coinvolto gli studenti di 2 classi 4° dell’Ist. AGRARIO Professionale Persolino Strocchi e una classe 4° del LICEO SCIENTIFICO FULCIERI PAULUCCI DI CALBOLI in un’esperienza immersiva all’interno dei laboratori di ricerca, offrendo un’occasione concreta per avvicinarsi ai temi dell’innovazione scientifica e tecnologica applicata alle sfide ambientali.
Durante le visite, gli studenti hanno avuto modo di conoscere le attività del Tecnopolo di Ravenna, attivo nei settori dell’energia ed efficientamento energetico, della tutela ambientale ed economia circolare, della nautica, dei materiali innovativi, compositi e ceramici, nonché del restauro del patrimonio storico e artistico, della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro. Con le sue quattro sedi e otto laboratori di ricerca industriale, il Tecnopolo rappresenta un punto di riferimento per il trasferimento tecnologico e il supporto all’innovazione delle imprese.
Il cuore delle attività si è svolto nei laboratori della sede CRAEM, dove i ricercatori dell’Università di Bologna hanno guidato gli studenti alla scoperta delle tecnologie più avanzate. Nel laboratorio Enercube, i partecipanti hanno approfondito i temi legati all’accumulo e allo stoccaggio dell’energia, osservando da vicino strumenti scientifici e prototipi, tra cui le celle a fluido sviluppate dal team di ricerca. Nel laboratorio FIP-WE@UNIBO, invece, è stato possibile esplorare le applicazioni del biochar e dei carboni ingegnerizzati, utilizzati per la purificazione e il filtraggio, oltre che come ammendanti per il miglioramento della qualità del suolo.
Le attività pratiche, le dimostrazioni e gli esperimenti hanno reso ogni incontro dinamico e coinvolgente, favorendo una comprensione concreta dei processi scientifici e delle loro applicazioni nella vita reale.
L’iniziativa si inserisce nell’ambito del progetto “Un pozzo di scienza”, promosso da @gruppohera, e rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra ricerca, scuola e territorio, con l’obiettivo di stimolare la curiosità scientifica e orientare le nuove generazioni verso percorsi di studio e professioni legate alla sostenibilità e all’innovazione.
